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Alan D Altieri: il maestro dell’apocalisse

Alan D. Altieri è un nome entrato nei cuori e nelle menti di molti lettori italiani: difficile trovare un appassionato di thriller d’azione e romanzi bellici che non abbia intercettato personaggi come il commissario Andrea Calarno o il tiratore scelto Russel Brendan Kane, tra i protagonisti della articolatissima e sfaccettata galleria di personaggi creati dall’autore.

Alan D. Altieri, pseudonimo di Sergio Altieri, ci ha lasciato prematuramente nel 2017. Una perdita grave per i lettori e per il mondo editoriale. Erano tanti i progetti che stava portando avanti, sia come autore, sia come traduttore e curatore della collana “Segretissimo” per Mondadori.

Eppure, oggi quella di  Alan D. Altieri è una figura che ancora rimane relegata al genere, alla nicchia, a quella letteratura sovente identificata come inferiore e commerciale da figure che dovrebbero apprezzare i diversi strati che vanno a comporre tutta la narrativa, invece di ghettizzarla come alta o bassa.

 

Alan D. Altieri

La carriera di Alan D. Altieri può essere presa come modello di ispirazione per chiunque voglia approcciarsi alla narrativa, un esempio che si discosta dalla tipica gavetta all’italiana, sia essa in ambito editoriale, sia cinematografico, ed è proprio dal cinema che la carriera di Alan D. Altieri inizia, quando a metà degli anni Ottanta il leggendario produttore Dino De Laurentis gli affida un incarico come story editor presso una delle sedi della casa di produzione. A New York.

Non è quindi “Città oscura” il primo romanzo poi divenuto un cult a lanciare il nostro nel mondo della scirttura, ma la sua precedente carriera come story editor all’inizio, e come sceneggiatore una volta trasferitosi a Los Angeles poi,  a creare l’immaginario che poi avrebbe trasposto nei libri successivi al suo romanzo d’esordio, primo fra tutti il suo sequel “Città di ombre” a cui poi seguiranno altri titoli importantissimi come Ultima luce e Kondor, thriller bellico dalle sfumature distopiche in cui la componente action è assolutamente centrale e dominante. Un’azione divenuta presto un marchio di fabbrica squisitamente alteriano: dinamismo, descrizione tecniche ossessive e lirismo coreografico, elementi sviscerati in tutta la loro forza nella bellissima saga del tiratore Russule Brandan Kane, soldato tormentato e giusto, con un’etica paragonabile alle sue straordinarie abilità di combattente ma non per questo in grado di cambiare e sconfiggere la corruzione dilagante all’interno delle alte sfere del potere.

 

Alan D. Altieri

 

L’azione quindi come mezzo propulsivo di ogni romanzo non è solo uno spettacolo per lettori allergici all’impegno- che poi, siamo sicuri che chi mangia hamburger non possa intendersi anche di leccornie più raffinate? – ma un mezzo espressivo in cui raccontare un mondo al collasso, un futuro così vicino all’oggi da spaventare e sedurre anche il più vorace lettore di filosofia.

E che dire poi della trilogia di Magdeburg? Un progetto mastodontico nel quale racconta l’epopea della Guerra dei trent’anni fra intrighi, battaglie e carestie, Altieri ci ripropone ancora un’umanità sull’orlo dell’abisso in un’epoca di gran lunga antecedente alle storie in cui ha ambientato la maggior parte dei suoi romanzi, ma non per questo meno corrotta e violenta.

Alan D. Altieri

 

Si può tranquillamente affermare che esistano diverse anime che vanno a comporre la sua carriera, quella dello scrittore con una poetica, uno stile e una visione definita – un mondo che a prescindere dalle epoche si trova sull’orlo del collasso, il dominio e il potere di organizzazioni in cui economia e politica sono una cosa sola, il guerriero solo contro tutti- e l’anima del curatore editoriale e del traduttore.

George RR Martin, HP. Lovecraft e i grandi della letteratura di genere

Altieri è stato un punto di riferimento importante all’interno del mondo della traduzione letteraria. Raymond Chandler, Dashiell Hammett e Andy McNabb sono solo alcuni dei grandi autori che hanno parlato italiano grazie ad Altieri, ma sicuramente, lo scrittore che per impatto e vendite (sì, è importante anche e soprattutto quello) è George RR Martin, l’autore de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”, saga che, grazie alla serie HBO è meglio conosciuta come “Il trono di spade”. Il ciclo di romanzi, ancora fermo al quinto capitolo “Una danza di draghi” è un capitolo importante e che non ha risparmiato critiche aspre al “maestro italiano dell’apocalisse”, ma nonostante questo, il lavoro mastodontico e certosino nel riproporre le atmosfere e la violenza dei libri di Martin, rimane uno dei picchi più alti che Altieri è stato in grado di raggiungere in veste di traduttore, una vetta che è riuscito a raggiungere nuovamente con “Il profeta dell’incubo”, raccolta di racconti curati e selezionati direttamente del ciclo di Cthulhu, il cuore pulsante della produzione letteraria del grandissimo e immortale Howard Philip Lovecraft.

 

Alan D. Altieri

 

Ma oggi, oltre a un vuoto enorme nel cuore dei suoi fan, si sente la mancanza nel panorama culturale italiano di una figura autorevole, generosa e geniale come quella di Alan D. Altieri, un autore che non deve e non può essere dimenticato.

 

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