Dopo il diploma mi sono trasferito a Roma per studiare cinema.
Ho frequentato l’accademia di cinema e televisione Griffith, approfondendo in particolar modo la sceneggiatura e la regia.
È stato un periodo fondamentale, anni di formazione in cui ho avuto la possibilità di apprendere le basi del mestiere e gli strumenti per narrare una storia.
Ho lavorato in vari cortometraggi dove ho svolto diverse mansioni, fino ad approdare al ruolo di assistente alla regia per “Canti della forca”, un cortometraggio diretto da Stefano Bessoni, regista e animatore con il quale ho studiato e da cui ho appreso moltissimo.
Successivamente, per completare la mia formazione, ho deciso di studiare teatro. La recitazione mi ha aiutato a conoscere alcuni lati di me che ignoravo esistessero. Grazie al palco ho avuto la possibilità di superare alcuni blocchi, smussare angoli appuntiti del mio carattere e soprattutto, mettermi nei panni di qualcun altro. Il teatro ha rappresentato un’esperienza molto importante nella mia vita.
Studiando i grandi testi classici e la drammaturgia moderna, sono riuscito ad ampliare la mia visione del mondo e ho appreso i dispositivi drammaturgici che da sempre riescono a muovere le storie del mondo.
Ho lavorato come attore sia in spettacoli diretti dagli insegnanti con i quali ho studiato, sia in allestimenti creati insieme ai miei compagni di corso: spettacoli in cui ricoprivo il ruolo di attore e autore dei testi.
Alcuni di questi monologhi sono stati pubblicati su alcune riviste letterarie.